Dermatite Seborroica: quanto incide lo smog?

Lo smog non è solo nemico dei polmoni ma anche della salute della pelle. La cute di chi vive in città e in zone in cui l’ambiente presenta molti fattori inquinanti è costantemente messa sotto stress.

La situazione peggiora nei mesi invernali, quando i livelli di PM10, l’insieme delle sostanze inquinanti sospese in aria, come polveri, fumo e microgocce, sono alle stelle. Queste particelle possono, infatti, alterare il film idrolipidico, la barriera di acqua e sebo che costituisce la difesa naturale della pelle, penetrando in profondità e scatenando la  comparsa di irritazioni cutanee e dermatiti.

Lo smog rappresenta, perciò, uno dei fattori aggravanti della dermatite seborroica. La patologia, caratterizzata da uno spiccato andamento stagionale, conosce infatti uno dei suoi momenti peggiori proprio nei mesi invernali. L’aggravarsi della situazione si deve alla concomitanza tra l’aumento del livello di inquinamento e le condizioni stressanti a cui la cute è sottoposta a causa dei bruschi sbalzi di temperatura legati al passaggio da ambienti esterni freddi a luoghi riscaldati come casa, negozi, uffici e mezzi di trasporto.

Essendo le parti più esposte agli agenti esterni, viso e cuoio capelluto sono le aree maggiormente interessate dal peggioramento della dermatite seborroica. Nei mesi freddi, occorre quindi, prestare particolare attenzione alla cura quotidiana di cute e capelli, cercando innanzitutto di evitare i fattori di rischio che possono peggiorare il disturbo, come stress abitudine al fumo e cattiva alimentazione. Occorre inoltre essere molto attenti alla pulizia di viso e capelli, optando per prodotti non aggressivi da scegliere dopo adeguato consulto con il proprio Dermatologo di fiducia.

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